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I volti del narcisismo: tra fragilità e grandiosità

I volti del narcisismo: tra fragilità e grandiosità
Pubblicato il: 10 Aprile 2025
Pubblicato il: 10 Aprile 2025

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Redazione Clinica Psiche

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Introduzione

Il concetto di narcisismo occupa una posizione centrale nella psicopatologia contemporanea, sia come costrutto transdiagnostico, sia come configurazione strutturale della personalità. Da un lato, esso può essere inteso come una componente evolutiva del Sé — funzionale allo sviluppo dell’autostima, dell’identità personale e della regolazione affettiva — dall’altro, in determinate condizioni, può assumere caratteristiche disadattive e pervasive, tali da configurare un quadro clinicamente significativo: il Disturbo Narcisistico di Personalità (Narcissistic Personality Disorder). La distinzione tra narcisismo “sano” e “patologico” non è netta. In un’ottica dimensionale, il grado di rigidità del funzionamento, la compromissione della qualità delle relazioni interpersonali e il livello di adattamento psicosociale costituiscono i criteri fondamentali per determinare la natura clinica del narcisismo (Madeddu, 2021; Gabbard, 2010).

Cosa si intende per narcisismo?

In ambito clinico, il narcisismo si riferisce a una modalità di funzionamento della personalità caratterizzata da un bisogno persistente di ammirazione, da una scarsa tolleranza alla frustrazione e da una marcata difficoltà nella relazione empatica con l’altro. Secondo il DSM-5-TR, il disturbo narcisistico di personalità è definito da un pattern pervasivo di grandiosità (manifestata nel comportamento o nella fantasia), da un bisogno eccessivo di ammirazione e da una profonda mancanza di empatia, con esordio nella prima età adulta e manifestazione in contesti diversi.

Le due configurazioni cliniche: narcisismo grandioso e vulnerabile

Le due configurazioni cliniche – grandiosa e vulnerabile – non descrivono due tipi di persone separati, ma due modalità di organizzare l’autostima e la relazione con l’altro dentro un medesimo funzionamento narcisistico.

  • Nel narcisismo grandioso (overt) la persona cerca di mantenere un senso di sé coeso attraverso l’esibizione: superiorità, competenza ostentata, controllo del contesto, svalutazione preventiva dell’altro. È una difesa attiva contro il crollo del valore personale. Il soggetto continua a cercare conferme che “riflettano” la sua eccezionalità e reagisce con rabbia o disprezzo quando non le ottiene. Spesso si caratterizza con sicurezza apparente, invidia poco mentalizzata, bisogno di ammirazione più che di intimità. Ma è una solidità di superficie: regge finché l’ambiente conferma.
  • Il narcisismo vulnerabile (covert) mostra lo stesso problema di base – la regolazione dell’autostima – ma con un assetto opposto: ipersensibilità, ritiro, tono depressivo, preoccupazione costante per il giudizio altrui. Qui la grandiosità non sparisce, è interiorizzata e spesso inaccessibile alla coscienza: la persona può sentirsi cronicamente inferiore perché, dentro, si misura con un ideale di sé irraggiungibile. La psicoanalista Nancy McWilliams ricorda che questi pazienti possono apparire modesti o collaborativi, ma sono estremamente vulnerabili a critiche minime e vivono l’insuccesso come prova del proprio difetto centrale.

Un punto clinicamente decisivo è che le due polarità possono alternarsi nello stesso soggetto: quando la posizione grandiosa non è più sostenibile (perché arriva una frustrazione reale, una perdita di status, una relazione che non conferma), il soggetto può scivolare nella posizione vulnerabile fatta di autodenigrazione, vergogna e ritiro. Quando invece l’ambiente torna a essere confermante, o quando il soggetto ha bisogno di proteggersi da sentimenti di dipendenza, riemerge la postura dominante e svalutante. Questa oscillazione, già notata nella letteratura italiana sul narcisismo, è leggibile come passaggio tra due difese contro lo stesso nucleo di fragilità del Sé.

Mantenere la complessità significa anche non ridurre il narcisismo a “egoismo” o “vanità”: in entrambe le forme c’è un problema di fondo nel sentirsi reali e degni in presenza dell’altro. Infatti, talvolta accade che il grandioso lo mascheri con la superiorità e il vulnerabile con il ritiro, ma in entrambi i casi l’altro è usato per regolare la propria autostima più che incontrato come soggetto. Senza un ambiente sufficientemente empatico, il sé narcisistico resta immaturo e, da adulto, continuerà a cercare quell’assetto stabile attraverso modalità grandiose o sensibili alla vergogna.

Parlare di narcisismo grandioso e vulnerabile non serve a etichettare, ma a riconoscere le diverse superfici con cui un medesimo problema strutturale si presenta in terapia: a volte rumoroso e svalutante, a volte silenzioso e ferito. Il lavoro terapeutico non si baserà sullo “sgonfiare” la grandiosità o “tirare su” l’autostima, ma verterà sulla possibilità di offrire un campo relazionale abbastanza costante perché quegli assetti difensivi possano diventare meno necessari.

Il trattamento

Riconoscere le diverse configurazioni del narcisismo e affrontarle all’interno di una relazione terapeutica costituisce una sfida clinica rilevante, ma anche un’opportunità trasformativa. Il trattamento psicoterapeutico — in particolare ad orientamento psicodinamico o relazionale — si propone di esplorare le radici del funzionamento narcisistico, facilitare una maggiore consapevolezza di sé e promuovere l’integrazione affettiva e relazionale. La costruzione dell’alleanza terapeutica, spesso ostacolata da difese quali l’idealizzazione, la svalutazione o il ritiro relazionale, rappresenta una fase cruciale del percorso. In un setting clinico sicuro e non giudicante, è possibile accompagnare il paziente verso una progressiva elaborazione dei vissuti di fragilità narcisistica, favorendo lo sviluppo di modalità relazionali più autentiche, empatiche e stabili.

 

Bibliografia

  • American Psychiatric Association. (2023). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali: DSM-5-TR (G. Nicolò & E. Pompili, Eds. it.). Raffaello Cortina Editore. (Opera originale pubblicata nel 2022)
  • Gabbard, G. O. (2010). Psichiatria psicodinamica (3ª ed.). Raffaello Cortina Editore.
  • Kernberg, O. F. (1992). Severe personality disorders: Psychotherapeutic strategies. Yale University Press.
  • Kohut, H. (1971). L’analisi del Sé [The analysis of the self: A systematic approach to the psychoanalytic treatment of narcissistic personality disorders]. International Universities Press.
  • Madeddu, F. (2021). I mille volti di Narciso: Narcisismo normale, narcisismo patologico e disturbo narcisistico di personalità. Raffaello Cortina Editore.
  • McWilliams, N. (1999). La formulazione del caso in psicoanalisi [Psychoanalytic case formulation]. Guilford Press.
  • Ronningstam, E. (2005). Identifying and understanding the narcissistic personality. Oxford University Press.

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